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Le scuole che devono svegliarsi dall’incubo

studentedisperato Il sito Skuola.net ha pubblicato la classifica delle scuole da incubo, quelle dove nel 2014 è stata bocciata la percentuale più alta di studenti.
Su queste dieci scuole si possono fare moltissime considerazioni.

Innanzi tutto, non sono un incubo solo per gli studenti: come deve sentirsi un insegnante o un dirigente, vedendo che quasi sette  alunni su dieci non hanno raggiunto gli obiettivi minimi?

Cosa scrive il dirigente nel Rapporto di Autovalutazione? “Alla maggioranza degli allievi tutto quello che abbiamo fatto non è servito a nulla.”?
E i genitori, come la prenderanno? Saranno delusi del figlio, della scuola o di tutto il sistema?
Come ha rilevato la maggior parte dei commentatori, si tratta di scuole professionali o tecniche, per lo più del Sud. Sono scuole frequentate soprattutto dai figli dei poveri, che spesso sono i primi della famiglia ad arrivare alle superiori. Una bocciatura spesso stronca la speranza di un futuro diverso da quello dei genitori e porta all’abbandono.
La Costituzione ha voluto un sistema scolastico pubblico proprio per queste famiglie: i figli dei ricchi si sono sempre stati istruiti, dall’antichità, magari da un precettore privato o in collegi esclusivi perché carissimi.

Nell’attuale sistema, in queste scuole finiscono soprattutto precari alle prime armi, alcuni dei quali, quando avranno accumulato un’esperienza adeguata, finiranno nelle scuole del centro.  Altri insegnanti, che magari producono questi risultati da anni, stanno comunque facendo carriera, solo per anzianità.

Lo Stato non fa nulla per queste scuole: non arriva nessun ispettore a verificare cosa non va e a stabilire quali interventi servono per ottenere risultati migliori. Alcuni collegi docenti, visto che l’emorragia di studenti fa perdere posti di lavoro adottano un sistema molto semplice: promuovono anche ragazzi che non hanno imparato nulla, dando loro un titolo che ha un valore puramente legale.  Tanto, poi, ci pensa il mercato del lavoro a rispedirli in fondo alla scala sociale.

Negli Stati Uniti, le charter schools, molto simili a quelle dell‘autonomia democratica, hanno ottenuto i risultati migliori proprio nei quartieri ghetto. Varrebbe la pena di provare, tanto, peggio di così…

 

Redazione
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