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DDL Scuola e Autonomia democratica a confronto

imagesI principali argomenti trattati dal DDL approvato alla Camera sono:
• Piano dell’Offerta Formativa
• Limite al numero di alunni per classe
• Educazione fisica nella scuola primaria
• School bonus e detrazione per le paritarie
• Organico dell’autonomia
• Preside “sceriffo”
• Assunzioni
• Contratti a termine
• Aggiornamento

Non ci fermiamo sugli argomenti che, seppur importanti, ci sembrano meno incisivi sulla struttura della scuola statale.

Tratteremo perciò del Piano dell’offerta formativa, dell’organico dell’autonomia e del preside “sceriffo”.

Il Piano dell’Offerta formativa

In tutte le strutture funzionanti c’è un organo “politico” di indirizzo e uno o più organi esecutivi “tecnici” che ne assicurano la realizzazione. Ora, è evidente che i tecnici della didattica sono il preside e i docenti, mentre coloro che dovrebbero essere deputati a definire l’indirizzo di una scuola sono da una parte lo Stato (che interpreta gli interessi dell’intera società e detta le norme generali sull’istruzione) e dall’altra i genitori, cui la Costituzione impone il dovere e riconosce il diritto di “mantenere, educare e istruire i figli” (art. 30).
A questo proposito il DDL fa una grande confusione. Il Preside detta gli indirizzi al collegio dei docenti che elabora il piano che viene approvato dal Consiglio di istituto.
È il caso di ricordare che il Consiglio di Istituto è composto in una scuola superiore da 19 membri: 8 docenti, 2 non docenti, il preside, 4 genitori e 4 studenti. Quindi 11 dipendenti della scuola e 8 utenti (di cui solo 4 genitori). La componente utenti è minoritaria: 8 a 11 ed è depotenziata dalla presenza degli studenti la cui giovane età li rende in genere poco incisivi. In pratica con Preside che detta gli indirizzi, il Collegio dei docenti che elabora e il Consiglio di Istituto che approva in merito al Piano dell’offerta formativa si può dire che i docenti e il preside se la suonano e se la cantano in barba agli utenti, che sono destinati a subire le loro scelte.
Sarebbe molto più logico e democratico che gli indirizzi fossero dettati da un Consiglio di amministrazione eletto dai genitori della scuola, che Preside e docenti fossero incaricati di stenderlo, sulla base di questi indirizzi e delle norme generali stabilite dallo Stato, per sottoporlo poi all’approvazione dello stesso consiglio di amministrazione.

Organico dell’autonomia

Riguardo a questo, il giudizio non può che essere favorevole. Si crea un bacino di insegnanti, che crescerà nel tempo, cui i presidi possono attingere per realizzare il Piano dell’Offerta Formativa. I docenti di ruolo attualmente in servizio conservano il posto che occupano ma i docenti che verranno immessi in ruolo d’ora in avanti riceveranno un incarico di tre anni che potrebbe anche non essere rinnovato. Conserveranno l’impiego ma non il posto nella scuola. È l’unico modo in cui la scuola si può adattare in modo flessibile al mutare delle esigenze di formazione dell’utenza.

Preside “sceriffo”

Abbiamo già criticato il fatto che sia il Preside a dettare al collegio dei docenti gli indirizzi per la stesura del Piano dell’Offerta Formativa della scuola ma c’è un altro punto critico: il preside a chi risponde del suo operato? Il ministro Giannini ha dichiarato che verrà istituito un servizio di Ispettori. Si resta sempre all’interno della burocrazia ministeriale. Anche in questo caso il potere politico-burocratico gestisce tutto in barba agli utenti della scuola cioè i genitori cui peraltro la Costituzione riconosce il diritto-dovere di provvedere al mantenimento, all’educazione e all’istruzione dei figli

Redazione
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3 commenti

  1. Condivido le cose dette che vivo direttamente. Il consiglio d\’istituto non serve a nulla, si delibera senza che nessuno ne ha contezza. La parte che riguarda l’utenza è nettamente minoritaria e dico di più, la componente alunni viene scelta tra gli alunni del 5 anno ricattabili per il superamento dell’esame di stato e vengono scelti in base alla fede che hanno per la D.S. o affini per cui senza conoscere i fatti votano a prescindere. Il collegio docenti è paralizzato, nessun intervento anche li se la cantano e se la suonano dirigenti e affiliati. Dove vogliamo andare con questi organi collegiali. Adesso con il nuovo decreto non ne parliamo proprio ne vedremo delle belle! Sono pronto a impegnarmi per il cambiamento della scuola in questa direzione a condizione che non ci siano all’interno organizzazioni sindacali. Dove c’è il sindacato tutto si risolve in una bolla di sapone. Senza il sindacato siamo sicuri della riuscita del nostro progetto.

    • Redazione

      Ci fa piacere che grazie alla tua esperienza diretta abbia colto uno dei punti fondamentali della nostra proposta: inserire i genitori negli organi di gestione della scuola non serve a nulla. Quello che invece è necessario è permettere loro di decidere l’indirizzo e gli obiettivi dell’educazione dei propri figli. Che ne diresti, per cominciare, a diffondere la nostra proposta via email e sui social? Abbiamo bisogno di tanti genitori come te!

      • Redazione

        Ah, la nostra proposta è basata sugli interessi degli utenti, cioè studenti e genitori, quindi non è tendenzialmente in linea con i sindacati della scuola, anche se, in realtà, pensiamo che migliorerebbe anche la vita degli insegnanti.

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