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Quando un insegnante prende di mira un alunno. Che fare?

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Quasi un lavoratore italiano su 10 è vittima di mobbing (il 9%, secondo gli ultimi dati Istat). Ma nella scuola si parla solo del “bullismo” ovvero del “mobbing orizzontale tra alunni. E il bossing, ovvero il mobbing verticale, dall’alto in basso, per esempio da parte del dirigente scolastico su un insegnante o da parte di un insegnante su un alunno, magari preso di mira perché in qualche modo “diverso”?

Oppure l’insegnante osteggiato dai colleghi, a volte perché disturba il tran tran con qualche iniziativa didattica innovativa?
Sono eventi tutt’altro che rari, ma di cui si parla pochissimo.

Il mobbing scolastico, in ogni caso, si ripercuote sui più deboli, cioè gli allievi, o direttamente, quando sono presi di mira da compagni o docenti, o indirettamente, perché un insegnante che non è sereno non può creare un buon clima educativo nelle proprie classi.Tuttavia, se ne parla pochissimo e quando se ne parla, come in questo articolo, i genitori non sanno cosa fare: l’unico a poter intervenire davvero è il dirigente scolastico. Se non lo fa, o addirittura è direttamente o indirettamente l’autore delle violenze psicologiche, l’unica scelta oggi possibile, per tutelare il proprio figlio, è fargli cambiare scuola. Se ce lo si può permettere. Altrimenti, il risultato è un’infanzia o un’adolescenza rovinata dalle nevrosi di adulti che dovrebbero fare un altro mestiere. E, spesso, l’abbandono scolastico precoce.

Il sito Il mobbing nella scuola contiene alcuni consigli utili, per esempio su come riconoscere il mobbing, ma non indica soluzioni concrete perché, in pratica, non ce ne sono.

In una scuola governata con la democrazia diretta, secondo noi, si potrebbe intervenire efficacemente per proteggere le vittime. E in quella attuale?

Redazione
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10 commenti

  1. concordo con l’articolo..e purtroppo fino a quando i Presidi non avranno la facoltà di licenziare o scegliere i docenti, gli alunni saranno sempre coloro che pagano le conseguenze..

    • Condivido l’allarme e l’urgenza della questione. Non la terapia, che sarebbe peggio del male. La questione è complessa, perchè il doppio ruolo dei docenti della scuola pubblica (istruttori e certificatori). Una possibile soluzione, diretta specificatamente a questo problema, ma forse senza crearni altri, potrebbe esseere introdurre delle forme di ricusazione (motivata), dei docenti da parte di esercita la potestà genitoriale degli alunni

      • ps sarebbe utile poter editare i post.

        • Redazione

          Purtoppo l’attuale assetto del sito non lo consente, ci stiamo organizzando per questo.

      • Redazione

        L’idea della ricusazione motivata porrebbe una marea di problemi. Primo fra tutti: chi valuta la validità delle motivazioni?

        • avevo replicato, ma ora non vedo nemmeno il post in attesa moderazione. Problemi?
          Avete un indirizzo per inviare comunicazioni sul funzionamento, senza inserirle nel blog?

          • Redazione

            non lo vediamo da nessuna parte, forse non hai premuto il tasto di invio. Per comunicare direttamente con la redazione c’è il modulo contatti (in alto a sinistra). Comunque ti mando anche il nostro indirizzo email che preferiamo non pubblicare direttamente sul sito per problemi di spam

        • La ricusazione è un istituto importante in vari ambiti, sopratutto giudiziari (ma anche concorsi pubblici, e sospetto che in teoria si possa ricusare un membro di commissione di esame di Stato). Credo quindi che a pensarci sarebbe possibile formulare un meccanismo sensato. Il punto (nella nostra discussione), comunque, è che non lo vedo più difficile della formuazione dei casi di esonero per giusta causa dal servizio che potrebbe avere un dirigente nelle proposte SSA, o pensate che quel dirigente potrebbe esonerare (licenziare) senza giusta causa (il che renderebbe la vostra proposta ‘selvaggia’)
          Grazie attenzione
          mario

  2. Per quale motivo non si può procedere ad una denuncia per mobbing per l’insegnante che vessa lo studente? Tutti sanno che a qual punto partirebbe la ritorsione malavitosa dell’insegnante: non basterebbe avere un collegio giudicante la preparazione o meno dello studente? Non basterebbe mettere sotto sequestro i compiti scritti di tutta la classe per valutare se le votazioni sono corrette o meno?
    Scusate la serie di domande, ma sono un genitore esasperato cui viene risposto che gli insegnanti sono una casta di intoccabili e che si deve subire e tacere. Non è nel mio carattere. Mi spezzo , ma non mi piego.

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