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Le scuole come Comuni?

elezioni-comunali_650x447La Tecnica della Scuola, giornale storico di argomenti scolastici, rivolto agli insegnanti, ha indetto un sondaggio fra i suoi lettori per sapere se fossero favorevoli o contrari a una figura di Dirigente Scolastico eletto dal personale della scuola con un mandato a termine.  La Tecnica della Scuola commenta così i risultati del sondaggio: “In pratica quasi 8 docenti su 10 vorrebbero scegliersi il preside, come i cittadini il sindaco e gli universitari il rettore o il preside di facoltà”.

Vorremmo commentare questo commento.

Il paragone che viene fatto è con l’università e con i comuni. Forse l’Università non è da prendere ad esempio visto la crisi in cui versa e forse il paragone non è del tutto corretto. Scuola e università sono mondi molto diversi ed hanno utenze molto diverse. La scuola è molto legata al territorio, l’università molto meno. La scuola ha una valenza educativa molto forte, l’università ha una funzione molto professionalizzante e produce ricerca, oltre che didattica ecc. ecc.

Quello che colpisce di più è il paragone con i Comuni, che è totalmente scorretto.  Il personale della scuola dovrebbe eleggere il Dirigente scolastico così come i cittadini eleggono il loro sindaco. Sorge subito una serie di domande. Chi sono i cittadini della scuola? Gli insegnanti e le altre persone che vi lavorano? Il sindaco di un Comune viene eletto dai dipendenti del Comune?

è chiaro che i cittadini di una scuola non sono coloro che nella scuola lavorano ma quelli che usufruiscono dei suoi servizi: studenti e genitori. I dipendenti del Comune non partecipano all’elezione del sindaco e se lo fanno lo fanno in quanto cittadini di quel Comune.

Il paragone con il Comune è comunque molto interessante per due ragioni. Innanzitutto perché è indice di una mentalità secondo la quale la scuola è “affare” degli insegnanti e non degli studenti e dei loro genitori (a cui compete “il diritto e il dovere di mantenere, educare ed istruire i figli” Costituzione Italiana art. 30), ma anche perché introduce, anche se in modo scorretto, un concetto giusto: in una società democratica chi è incaricato di un servizio pubblico dovrebbe avere la fiducia degli utenti del sevizio, sia che si tratti dei servizi erogati dall’amministrazione comunale che di quelli erogati da una scuola statale. Si, quindi, all’elezione da parte dei genitori di chi amministra la loro scuola, anche se non direttamente del Dirigente Scolastico per una serie di motivi: la scuola non ha bisogno di un dirigente ma di due. Uno deve occuparsi di organizzare al meglio la funzione precipua della scuola, quella educativa e didattica. L’altro deve curare che la scuola abbia edifici e attrezzature adeguati. Si tratta di due figure professionali analoghe a quelle dei dirigenti di qualsiasi struttura amministrativa un po’ complessa. Per continuare in analogia con i Comuni, i genitori dovrebbero poter eleggere il presidente e i membri di un consiglio di amministrazione che sia il responsabile ultimo della gestione della scuola.

Redazione
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